6 aprile, Giornata nazionale contro la corruzione in Sanità

6 aprile, Giornata nazionale contro la corruzione in Sanità

05/04/2017

La prima “Giornata nazionale contro la corruzione in Sanità” promossa da ISPE-Sanità il 6 aprile 2016 al Tempio di Adriano di Roma nell'ambito del progetto “Curiamo la corruzione” ha avuto il merito di aumentare la consapevolezza riguardo sprechi e malaffare nelle aziende sanitarie e ospedaliere. Un buco nero che sfiora i cinque miliardi di euro. Un risultato che non sarebbe stato possibile senza la collaborazione di Transparency International Italia, Censi e Rissc. Compagni di viaggio ai quali si sono aggiunti nel corso dei mesi l'Associazione italiana medici, il Segretariato italiani giovani medici, il Segretariato italiano studenti di Medicina e Cittadinanzattiva-Tribunale del malato. Organizzazioni che hanno permesso la riuscita dell'iniziativa in oltre quindici città distribuite su tutto il territorio nazionale. Migliaia di persone hanno scelto di diventare parte attiva della nostra manifestazione scegliendo di mettere un mattoncino sul muro contro la corruzione. Tra loro semplici cittadini e dirigenti medici, senza distinzioni. Tantissimi sono stati poi i contributi diffusi attraverso Twitter, Facebook e Instragram. Una marea di informazioni che ha permesso all'hashtag #Curiamolacorruzione di arrivare al terzo posto tra i trend topics di Twitter. Un'alleanza in grado di dimostrare quanto sia sentito il problema da parte della popolazione. Evidentemente non disposta a rassegnarsi di fronte all'indifferenza di chi vorrebbe continuare a far finta di non vedere. A loro si aggiungono poi le quattrocento persone che hanno scelto di essere presenti all'interno del Tempio. Rappresentanti dei Ministeri, parlamentari, politici locali, magistrati, Corpo delle Infermiere volontarie della Croce rossa italiana, esponenti del mondo sindacale, rappresentanti dei fornitori del comparto sanitario hanno scelto di essere della partita. Impegno dimostrato anche dall'invio di diversi comunicati stampa.

Il Rapporto presentato nel corso della giornata - scaricabile e consultabile dal link presente in questa pagina - è una fotografia impietosa dello scenario italiano. Sono ancora tantissime le Aziende sanitarie che applicano solo formalmente gli obblighi in materia di contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione: in una Asl su tre si sono registrati fenomeni di corruzione. La prevenzione e un approccio innovativo verso questo fenomeno criminale sono ancora sconosciuti. Una lacuna che finisce per attentare al principio universalista del nostro Servizio sanitario nazionale. Caratteristica che siamo pronti a difendere e tutelare senza condizioni. Vogliamo garantire la pubblicità dei nostri ospedali e non sogniamo nessuna privatizzazione del comparto.

Le parole di Raffaele Cantone in apertura dei lavori saranno un monito che ci guiderà nel corso dei prossimi mesi. La sanità non dovrà più essere “terreno per scorribande di delinquenti di ogni risma”. La Giornata rientra infatti in un progetto che avrà durata triennale. Un cammino che ci aiuterà a liberare gli anticorpi contro la corruzione. Un miglioramento che vedrà protagonisti cinque aziende sanitarie e ospedaliere che hanno deciso di mettersi in gioco Bari, Melegnano, Trento, Siracusa e Asp Toscana Sud-Est. Saranno i funzionari e i dirigenti di queste strutture a capire come sfruttare al massimo gli strumenti messi a disposizione dalla normativa vigente. Non solo, i cittadini – attraverso una piattaforma online disponibile sul sito www.curiamolacorruzione.it – potranno anche segnalare episodi di corruzione avvenuti all'interno delle cinque amministrazioni coinvolte. Una declinazione del whistleblowing in cui crediamo molto. Negli Stati Uniti, ad esempio, questo sistema di denuncia permette ogni anno di svelare episodi corruttivi per diversi miliardi di dollari.

Repressione e prevenzione rappresentano però solo due aspetti del nostro piano di azione. La formazione del personale è un punto imprescindibile. Senza il coinvolgimento diretto di chi ogni giorno si occupa di appalti e forniture non si può andare lontano. Ogni singolo dipendente dovrà essere responsabilizzato e dovrà capire che esiste una struttura capace di difendere se stessa dall'operato di corrotti e corruttori.

Ci fa inoltre molto piacere sottolineare l'impegno delle organizzazioni che raggruppano gli studenti di medicina e i giovani medici: il futuro del comparto sanitario. Giovani che hanno deciso di impegnarsi in prima persona per difendere le strutture in cui andranno a lavorare e, in ultima analisi, i malati.

Non dobbiamo infatti dimenticare che ogni euro inghiottito dalla corruzione è un euro sottratto ai malati e alle persone in difficoltà. Una dinamica che siamo decisi a interrompere una volta per tutte. Vogliamo che a fare notizia siano i casi virtuosi. Episodi che speriamo di raccontarvi in occasione della “Giornata nazionale contro la corruzione” del 2017.

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