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Violenza non è amore

24/11/2017

La violenza di genere in passato veniva considerata una conseguenza di devianze psichiche personali, problemi mentali oppure legata a contesti di povertà ed emarginazione sociale. Oggi è una vera e propria piaga sociale.

Un elevato coefficiente di violenza si rileva nelle relazioni affettive e familiari, manifestandosi lungo una linea continua di gravità sempre crescente, dove l'aggressività e l'odio assumono le ingannevoli sembianze dell'amore.

Non è amore quello che ferisce il corpo e la mente, che fa vivere nella paura di fare e di dire, non è amore quello che domina, che sistematicamente demolisce l'altro, comprime e distorce la personalità con la violenza psicologica, non è amore quello che conduce in un deserto di sofferenza tristezza ed umiliazione. La violenza non è un'espressione di un rapporto d'amore ma di una relazione patologica.

Nelle relazioni asimmetriche, caratterizzate dal dominio e potere di un partner sull'altro, possono verificarsi tutte le forme di violenza: fisica, psicologica, economica, sessuale e l'equilibrio della condivisione affettiva, delle emozioni ed empatia  sostituito dalla crudeltà. Il violento spesso alterna comportamenti gentili , di completa disponibilità con atti aggressivi e violenti che rendono confuse ed anestetizzate le vittime. La dipendenza affettiva si nasconde dietro il falso schermo di parole come “amore” e “dovere”, e chi ne è vittima si annulla come persona,perdendo il contatto con il proprio essere e con la capacità di fronteggiare le situazioni e la vita e se non è dotata di una solida  autostima può attribuire a sé stessa la responsabilità del comportamento violento del partner leggendolo in modo riduttivo come raptus momentaneo arrivando in seguito a trovarsi in un circolo vizioso. Troppo spesso non si denunciano le violenze per vergogna ed imbarazzo,per paura di ritorsioni,perché si teme di “perdere” quel labile equilibrio rappresentato da una casa, dai figli, dal sostentamento economico.

Chiedere un aiuto psicologico e alle autorità istituzionali è il primo passo per un percorso di rottura da un pericoloso vortice distruttivo.

Come Coordinamento donne FNP riteniamo necessarie iniziative di sensibilizzazione, di percorsi educativi per favorire un cambiamento sociale e culturale che favorisca un'evoluzione delle relazioni  fondate sul riconoscimento della parità e dignità delle persone come valore assoluto.

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