Sentenza 70/2015, un'avventura senza fine per i pensionati

Sentenza 70/2015, un'avventura senza fine per i pensionati
18/05/2016

Buongiorno, vorrei notizie sulla rivalutazione pensioni bloccata dalla legge Fornero per pensioni superiori a tre volte il minimo e che la Corte Costituzionale ha valutato illegittima. Vorrei anche sapere se la FNP Pensionati Cisl può supportare eventuali ricorsi per i pensionati. S., Isola Vicentina

Con il DL 65/2015, convertito nella legge 109/2015, il Governo ha inteso interpretare e non dare esecuzione alla sentenza n. 70/2015,  con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del blocco della perequazione, per gli anni 2012-2013, per i trattamenti pensionistici di importo complessivo compreso tra tre e sei volte il trattamento minimo Inps,  in base a quanto disposto dalla legge 214/2011 (Legge Monti-Fornero).

La nostra Organizzazione non ha mancato di denunciare il mancato rispetto degli effetti della sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale, dichiarando la manifesta incostituzionalità del DL 65/2015 (legge 109/2915),  in merito alla restituzione di quanto illegittimamente trattenuto ai pensionati negli anni 2012-2013 e solo in parte recuperato. Tanto più che il DL 65/2015 esclude dalla restituzione tutti quei titolari di pensioni di importo complessivo superiore a sei volte il minimo Inps.

Nella sentenza della Corte si ribadisce invece che tutti i trattamenti pensionistici sono considerati “salario differito”, così come stabilito dall'art. 36 primo comma della Costituzione,  e che tutte le pensioni in essere devono conservare nel tempo il loro potere d'acquisto in modo conseguenziale, per garantire ai titolari una prestazione adeguata.

A dare ragione alla nostra tesi sono intervenute recentemente le pronunce dei Tribunali di Palermo, Brescia e Milano, oltre che delle Corti dei Conti dell' Emilia Romagna,  Marche ed Abruzzo: rimettendo gli atti alla Corte Costituzionale, esse hanno dichiarato che, con il Decreto Legge 65/2015, sono stati intaccati i diritti fondamentali connessi al rapporto previdenziale; diritti che trovano le proprie basi nei principi di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza sanciti dalla Costituzione,

A livello regionale, la FNP CISL ha attivato numerosi ricorsi, ancora in attesa di essere discussi. Per il momento tuttavia consigliamo di aspettare la nuova pronuncia della Corte Costituzionale, tenendo conto che le premesse, tutt'altro che scontate, fanno ben sperare che tutti i pensionati possano  vedersi riconosciuti i diritti sanciti dagli artt. 136, 38, 36, 3, 2, 23, 53 e 117 primo comma della  Costituzione rispetto all'art. 6 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo (CEDU).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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