Decreto Bollette 2026: le nuove misure per le famiglie

Decreto Bollette 2026: le nuove misure per le famiglie
25/02/2026
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Decreto Bollette 2026: le nuove misure per le famiglie

Il Decreto Legge 20 febbraio 2026 n. 21, meglio conosciuto come Decreto Bollette, introduce misure urgenti per abbattere i costi di energia elettrica e gas. Gli obiettivi principali sono tre:

  1. sostenere le famiglie (soprattutto le più vulnerabili);
  2. migliorare la competitività delle imprese contenendo i costi energetici;
  3. dare un forte impulso alla transizione energetica verso le fonti rinnovabili.

Vediamo in particolare cosa è previsto per le famiglie.


Chi può richiederlo e i requisiti necessari

Non tutti gli aiuti richiedono una domanda esplicita, ma sono legati a specifici requisiti di residenza, reddito e consumo:

  1. Famiglie vulnerabili
    Il decreto introduce per l’anno 2026 un contributo straordinario di 115 euro destinato alle famiglie vulnerabili per i costi sostenuti per l’energia elettrica. Questo aiuto è rivolto specificamente ai nuclei familiari che, alla data di entrata in vigore del provvedimento, risultano già titolari del bonus sociale. Si tratta di un beneficio aggiuntivo rispetto al bonus sociale elettrico ordinario di 200 euro, e interesserà circa 2,7 milioni di famiglie.
  • Famiglie con ISEE entro i 25.000 euro
    Per le famiglie che non beneficiano del bonus sociale ma hanno un ISEE annuale non superiore a 25.000 euro, il decreto prevede uno sconto in bolletta fino a 60 euro all'anno per il biennio 2026 e 2027. Questo contributo, erogato su base volontaria dai venditori di energia elettrica, è soggetto a specifici requisiti di consumo:
    - i consumi del primo bimestre dell'anno non devono superare 0,5 MWh;
    - il consumo totale dei 12 mesi precedenti deve essere inferiore a 3 MWh;
    - il richiedente deve essere un cliente domestico residente.
    Lo sconto verrà applicato direttamente nelle fatturazioni relative ai consumi del quinto mese successivo al primo bimestre dell'anno.

Gli interventi sul gas e le rinnovabili

Oltre ai contributi diretti, il decreto agisce sulla struttura dei prezzi per garantire risparmi strutturali:

  • Riduzione del prezzo del gas: Viene introdotto un "servizio di liquidità" per allineare il prezzo del gas italiano a quello europeo, con un risparmio stimato di circa 2€/MWh per il gas e 4€/MWh per l'elettricità.
  • Spinta alle rinnovabili: si punta a "disaccoppiare" il prezzo dell'elettricità da quello del gas, garantendo energia pulita a prezzi ridotti attraverso contratti a lungo termine.
  • Semplificazione: Viene creato un procedimento unico per la costruzione di Data Center e per la connessione alla rete di impianti a fonti rinnovabili.

Il punto di vista della CISL

La CISL considera il decreto di particolare importanza poiché interviene su una voce di costo che incide pesantemente sul potere d'acquisto di lavoratori e pensionati. Tuttavia ha espresso alcune riserve:

  • Risorse insufficienti: lo stanziamento per le famiglie più fragili è giudicato non ancora adeguato rispetto alle reali esigenze dei bilanci familiari.
  • Rischio rincari: l'aumento del 2% dell'aliquota IRAP per le imprese energetiche (introdotto per finanziare il decreto) preoccupa la CISL per il rischio che tale costo venga traslato sui clienti finali.
  • Necessità di misure strutturali: il sindacato ritiene necessario un confronto con il Governo per rendere questi aiuti strutturali e automatici, superando la logica della decretazione d'urgenza.
  • Natura volontaria: viene osservato con cautela il fatto che alcuni contributi per le famiglie con ISEE sotto i 25.000 euro siano affidati alla volontà delle aziende venditrici.

 

 

Argomenti: FamigliaPensionati


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