Una sanità sempre meno universale

Una sanità sempre meno universale
26/02/2026
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Una sanità sempre meno universale

Rapporto Sanità del C.R.E.A: un quadro allarmante sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale.

La salute non è un costo, è la vita delle persone: l'appello per una sanità che non lasci indietro nessuno.

Entrare in un ospedale, prenotare una visita per un se stessi o per una persona cara o dover scegliere tra le cure e la spesa quotidiana: sono momenti di profonda vulnerabilità che ogni famiglia italiana conosce bene. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è nato con una promessa bellissima e ambiziosa: proteggere chiunque, ovunque, senza distinzioni. Eppure, oggi, quella promessa sembra svanire nel silenzio di una "insostenibile staticità".

I numeri del Rapporto CREA ci consegnano una realtà che la FNP CISL definisce "allarmante": non sono solo statistiche, ma ferite aperte nel tessuto sociale del Paese. Dietro quel dato di 2,3 milioni di persone che rinunciano alle cure ci sono madri, padri e nonni che hanno smesso di lottare per la propria salute perché il portafoglio non glielo permetteva più. Quando il 70% delle famiglie è costretto a pagare di tasca propria per curarsi, l'universalismo diventa un ricordo e il diritto costituzionale alla salute un privilegio per pochi.

Soprattutto per i nostri anziani e per le fasce più fragili, la sanità è diventata un labirinto di liste d'attesa e costi insostenibili. Come sindacato, sentiamo il dovere di denunciare questa deriva: non possiamo accettare che la cura dipenda dal codice postale o dal conto in banca. È tempo di tornare a parlare di "umanizzazione" dei servizi, di una presa in carico che veda la persona oltre il paziente e che trasformi il semplice "servizio" in un vero "Sistema Salute".

Vogliamo una sanità che torni ad essere un abbraccio solidale per chi soffre, perché curarsi non deve essere un atto di coraggio economico, ma un diritto garantito a ogni cittadino.

Il Sistema Sanitario Nazionale italiano si trova oggi a un bivio cruciale, stretto tra l'eccellenza delle sue prestazioni e una fragilità strutturale sempre più evidente. A scattare un'istantanea precisa di questa realtà è il 21° Rapporto Sanità di C.R.E.A. Sanità, presentato a fine 2025, che analizza lo stato della nostra salute pubblica evidenziando una preoccupante "staticità istituzionale".

Mentre la demografia corre, con un invecchiamento della popolazione senza precedenti e un aumento delle malattie croniche, la risposta pubblica fatica ad adeguarsi, lasciando spesso le famiglie in balia di un gravoso "fai da te" assistenziale. Il documento mette a nudo le profonde disparità regionali, l'emergenza legata alla carenza di personale e l'assoluta urgenza di una reale integrazione tra servizi sanitari e sociali. Secondo gli esperti di C.R.E.A. Sanità, solo una trasformazione basata su innovazione tecnologica ed equità di accesso potrà garantire la tenuta del sistema nel lungo periodo.

L’insostenibile staticità dell’intervento pubblico

Il 21° Rapporto Sanità, intitolato "L’insostenibile staticità dell’intervento pubblico", evidenzia la necessità di un cambio radicale di paradigma per il Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

 La FNP CISL, commentando i risultati, definisce il quadro come "allarmante", vedendo confermate le criticità che denuncia da anni: crescenti disuguaglianze e un impatto gravissimo sulle fasce più fragili.

Ecco la sintesi integrata del rapporto con le posizioni della Federazione Nazionale Pensionati:

  1. Equità e Accesso alle Cure
  • Il trend "distopico": Oltre il 70% delle famiglie sostiene spese sanitarie di tasca propria (Out of Pocket), contro il 50,8% degli anni '80. Per la FNP CISL, questo dato segna il fallimento del principio di universalità.
  • Impoverimento e rinuncia: Attualmente, oltre 367.000 nuclei familiari si impoveriscono per curarsi. La FNP CISL pone l'accento sui 2,3 milioni di persone che rinunciano o rinviano le cure per motivi economici e sulle 4 milioni di famiglie colpite da spese "catastrofiche", specialmente per cure odontoiatriche e non autosufficienza.
  • Disuguaglianze sociali: Il peso della sanità grava maggiormente sui meno abbienti: il 60% delle famiglie più povere sostiene oggi il 38% della spesa privata complessiva. Secondo il sindacato, questo sposta progressivamente l'onere dallo Stato alle famiglie, minando il diritto costituzionale alla salute.
  1. Razionalizzazione o razionamento?
  • Il "razionamento implicito": Il rapporto evidenzia che il contenimento della spesa pubblica non è avvenuto tramite una reale razionalizzazione, ma attraverso tagli e un razionamento invisibile delle prestazioni.
  • Crescita economica: Il vero driver del cambiamento non è una privatizzazione programmata, ma il ristagno della crescita italiana, che limita le risorse disponibili sia pubbliche che private.
  1. Sud e fragilità sociali: il prezzo più alto

Il Rapporto CREA evidenzia inoltre che la crescita della spesa privata è oggi più marcata nel Centro e nel Mezzogiorno, dove non è correlata a maggiori redditi, ma alle carenze del servizio pubblico.

  • Molte famiglie sono costrette a ricorrere al privato per poter accedere in tempi congrui ai percorsi di cura del SSN, soprattutto per visite specialistiche, diagnostica, odontoiatria e assistenza di lunga durata.
  1. Risposta ai Bisogni e Cronicità
  •  Invecchiamento demografico: Gli over-75 sono passati dal 4,7% del 1982 al 12,6% attuale. Il sistema fatica a rispondere a bisogni "ibridi" (sanitari e sociali insieme).
  • Insoddisfazione: Sebbene i cittadini promuovano i medici di famiglia e l'accesso ai farmaci, bocciano l'assistenza domiciliare e il supporto alla non autosufficienza.
  • Personale: In regioni come il Veneto, si stima un deficit di 3.000 infermieri l'anno dal 2029.
  1. Cambiare paradigma: dal “Servizio Sanitario” al “Sistema Salute”

 Il rapporto e la FNP CISL convergono sulla necessità di superare la semplice "manutenzione" della situazione attuale:

  • Integrazione Socio-Sanitaria: La FNP CISL rivendica il passaggio da un "Servizio Sanitario" a un "Sistema Salute" che integri strutturalmente sanità e sociale.
  • Priorità alla Fragilità: Il sindacato chiede investimenti strutturali nella sanità territoriale, nella domiciliarità e nella Long Term Care, mettendo al centro anziani e non autosufficienti.
  • Umanizzazione: È necessario riconoscere il diritto a servizi non solo efficaci clinicamente, ma anche umanizzati, per ridurre l'impatto della malattia sulla vita quotidiana delle famiglie.

 Per la FNP CISL, questo Rapporto rappresenta un’ulteriore conferma della necessità di:

  • difendere e rilanciare il SSN pubblico, universale e solidale;
  • dare priorità alle persone anziane, non autosufficienti e fragili;
  • rivendicare investimenti strutturali nella sanità territoriale, nella domiciliarità e nella long term care;
  • contrastare ogni forma di disuguaglianza sociale e territoriale nell’accesso alle cure.

 È su questi temi che la FNP CISL continuerà la propria azione sindacale e di rappresentanza, sollecitando Governo, Regioni ed Enti locali ad aprire una nuova fase costituente per la sanità pubblica, ispirata ai valori fondativi del Servizio Sanitario Nazionale.

 


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