Un'Italia contesa tra contagi e fragilità. Voci e storie dall'Emilia Romagna

Un'Italia contesa tra contagi e fragilità. Voci e storie dall'Emilia Romagna

01/07/2020

EMILIA ROMAGNA E RSA: CONTAGI E FRAGILITÀ

Intorno al 21 Febbraio 2020 sono stati scoperti i primi casi di Covid-19 a Codogno e a Vo Euganeo, l'8 Marzo il presidente del Consiglio ha emanato un decreto con misure restrittive per la Lombardia e 14 province del Centro-Nord. L'Emilia Romagna ha reagito repentinamente alla situazione e, tra le altre azioni che ha messo in campo per tutelare i soggetti più fragili, ha chiuso immediatamente i centri diurni per anziani e disabili, le visite e i nuovi inserimenti nelle strutture residenziali sempre rivolte ad anziani e disabili.

L'11 marzo è stato esteso a tutto il territorio nazionale quanto già previsto col decreto precedente: tutto il Paese è stato chiuso e si è fermato tranne i servizi essenziali. Il giorno dopo l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato: è pandemia. Da questa prima settimana di Marzo sono iniziati per la Fnp Cisl Emilia Romagna una serie di incontri serrati con la Regione su come gestire i vari aspetti della pandemia di Covid-19, nello specifico sulla sanità, il socio-sanitario, in particolare la residenzialità anziani, il sociale e le politiche abitative. 

In questo periodo l'assetto del sistema sanitario emiliano-romagnolo è stato modificato strutturalmente. Si sono dovuti affrontare, in queste settimane, problemi molto complessi: la mancanza di dispositivi di protezione individuale per limitare il contagio degli infermieri, dei medici e degli operatori, la mancanza di reagenti per fare i tamponi, quindi la difficoltà a mappare il territorio per stabilire l'entità reale del contagio, la carenza di personale sanitario e socio-sanitario e contemporaneamente la gestione dei nuovi inserimenti “buttati dentro” un sistema in emergenza. È stato necessario definire la rete degli Ospedali Covid-19, le procedure per la gestione degli accessi per i sintomatici e sono stati aumentati i letti di terapia intensiva e sub-intensiva. Inoltre con il d.l. del 9 marzo 2020 sono state strutturate le USCA (Unità speciali di continuità assistenziale) con il compito di supportare i medici di medicina generale nella gestione domiciliare dei pazienti Covid-19 che non necessitavano di ricovero in ospedale.

Contemporaneamente alle necessarie modifiche strutturali del sistema sanitario regionale per gestire l'emergenza, si è iniziato a far sentire il problema del contagio nelle strutture per anziani. Già a metà marzo le Fnp Cisl del territorio avevano iniziato a denunciare sulla stampa e negli incontri con i Comuni i problemi relativi a molti casi sospetti di Covid-19 nelle RSA e nelle case di riposo: “Una vera e propria bomba ad orologeria”, come viene definita....

Leggi lo Speciale completo in allegato, troverai dati e approfondimenti per la Regione Piemonte.

E' possibile approfondire e conoscere gli ultimi dati aggiornati e come l'Italia ha reagito alla pandemia leggendo lo speciale dedicato alla tragedia delle RSA a livello nazionale.

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