La Repubblica non vive soltanto nelle celebrazioni ufficiali, ma ogni volta che una comunità sceglie di non lasciare indietro nessuno

 La Repubblica non vive soltanto nelle celebrazioni ufficiali, ma ogni volta che una comunità sceglie di non lasciare indietro nessuno
29/05/2026
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La Repubblica non vive soltanto nelle celebrazioni ufficiali, ma ogni volta che una comunità sceglie di non lasciare indietro nessuno

Il 2 giugno è una data molto importante della nostra storia nazionale, é il giorno in cui un Paese ferito dalla guerra, dalla paura e dalla povertà trovò la forza di rialzarsi e di scegliere democraticamente il proprio futuro. 
Quest’anno, inoltre, ricorre l’ottantesimo anniversario di quel referendum che sancì la scelta storica della nascita della Repubblica Italiana.
Milioni di vite diverse, milioni di speranze, di fatiche, di paure e di desideri tenevano in mano quella scheda elettorale: c’erano uomini tornati dal fronte, famiglie che avevano perso tutto, giovani che volevano lasciarsi alle spalle gli orrori del fascismo e della guerra. E poi c’erano le donne italiane, chiamate per la prima volta a votare e a partecipare pienamente alla costruzione della Repubblica.

Il 2 giugno 1946 nasce così molto più di una nuova forma istituzionale, nasce un’idea di Paese fondata sulla dignità della persona, sulla partecipazione, sul lavoro, sulla solidarietà e sulla democrazia.

Una scelta collettiva che ha chiesto coraggio, responsabilità e fiducia reciproca proprio in un momento storico in cui sarebbe stato molto più facile lasciarsi schiacciare dalla sfiducia.

Anche per questo oggi ricordare la nascita della Repubblica significa custodire ciò da cui veniamo e ricordare che la democrazia non è mai qualcosa di scontato, ma un equilibrio fragile che vive attraverso la partecipazione delle persone, il rispetto delle istituzioni e il senso di comunità.

“Il 2 giugno ci ricorda che l’Italia migliore nasce quando le persone smettono di pensare soltanto a sé stesse e scelgono di sentirsi parte di un destino comune. La Repubblica è nata così: da un grande atto collettivo di speranza, responsabilità e fiducia nel futuro” dichiara il Segretario Generale della FNP CISL Roberto Pezzani.
“Oggi, in un tempo attraversato da nuove paure, solitudini e disuguaglianze, quello spirito continua a parlarci, perché la Repubblica non vive soltanto nelle celebrazioni ufficiali, ma ogni volta che una comunità sceglie di non lasciare indietro nessuno”.

Buona Festa della Repubblica!

ARGOMENTI: Ricorrenze


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