Istat, ampie disuguaglianze di reddito tra i pensionati

Istat, ampie disuguaglianze di reddito tra i pensionati
15/01/2020
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Istat, ampie disuguaglianze di reddito tra i pensionati

L'Istat ha divulgato i dati del report "Condizioni di vita dei pensionati", che rilevano come per moltissime famiglie italiane, le pensioni dei nonni rappresentano un'entrata mensile necessaria e in grado di salvarle dalla soglia di povertà.

Per quasi 7 milioni e 400 mila famiglie con pensionati, i trasferimenti pensionistici rappresentano più dei tre quarti del reddito familiare disponibile e nel 21,9% dei casi le prestazioni ai pensionati sono l'unica fonte monetaria di reddito (oltre 2 milioni e 600 mila famiglie).

Nel 2017, la media dei redditi netti (esclusi i fitti figurativi) delle famiglie con pensionati è stimata in 31.374 euro (2.615 euro mensili), valore che si approssima a quello delle famiglie senza pensionati (2.620 euro mensili).

La metà delle famiglie con pensionati non supera la soglia dei 24.780 euro (2.065 euro mensili), valore che scende a 22.182 euro nel Mezzogiorno e si attesta intorno a 26.490 euro nel Centro e a 26.090 euro nel Nord.

Il valore medio del reddito è pari a 20.646 euro per le famiglie con pensionati contro i 18.900 euro delle restanti famiglie. Ne consegue che il rischio di povertà delle prime (15,9%) è circa 8 punti percentuali inferiore a quello delle seconde, confermando l'importante ruolo di protezione economica che i trasferimenti pensionistici svolgono per le famiglie.

Secondo il focus dell'Istat, nel 2018 i~pensionati sono circa 16 milioni e la presenza di un pensionato all'interno di nuclei familiari "vulnerabili" (genitori soli o famiglie in altra tipologia) consente quasi di dimezzare l'esposizione al rischio di povertà (rispettivamente dal 31,6% al 16,1% e dal 28,2% al 18,7%). Il cumulo di pensioni e redditi da attività lavorativa abbassa il rischio di povertà al 5,7% rispetto al 17,9% di quelle costitute da soli titolari di pensioni.

Anche l'apporto economico dei componenti non pensionati, in particolare degli occupati, riduce il rischio di povertà al 9,3%. Tra le famiglie con pensionati, le meno esposte al rischio di disagio economico sono quelle in cui è presente un pensionato che cumula redditi da lavoro con o senza altri componenti occupati (rischio di povertà rispettivamente a 3,3% e 5,7%) mentre le più vulnerabili sono costituite da pensionati senza altri redditi da lavoro che vivono con familiari non occupati (32,5%).

Le famiglie di pensionati del Sud e delle Isole presentano un'incidenza al rischio di povertà quasi tripla rispetto a quella delle famiglie residenti nel Nord e più che doppia rispetto a quelle del Centro. L'indice di grave deprivazione conferma in misura ancora più accentuata le evidenze emerse per l'indicatore di rischio di povertà.

Alla luce di questi dati, siamo sempre più convinti della necessità di portare avanti le rivendicazioni dei pensionati contenute nella nostra piattaforma unitaria, in particolare la rivalutazione delle pensioni e un fisco più equo.

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