Accertamento disabilità: ecco cosa cambia per i cittadini
nuove regole che riguardano, in particolare, gli anziani che hanno compiuto 70 anni di età
Dal 1° giugno, sono entrate in vigore alcune nuove regole che riguardano, in particolare, gli anziani che hanno compiuto 70 anni di età che vogliono richiedere all’INPS l’accertamento sanitario per ottenere il riconoscimento di invalidità civile e disabilità e le prestazioni economiche/ benefici collegati.
Il nuovo sistema non si applica in modo indistinto a tutti gli anziani, ma tutto dipende dalla valutazione del medico certificatore riguardo alla presenza o meno di patologie croniche e ingravescenti.
IL PROCEDIMENTO DI RICHIESTA: NON AUTOSUFFICIENZA, AUTOSUFFICIENZA COME CAMBIA
Se si tratta, infatti, di un ultra70enne per il quale è stata valutata la presenza di queste due condizioni e, quindi, di uno stato di non autosufficienza, il procedimento di richiesta all’INPS segue le modalità tradizionali, in qualsiasi provincia lo stesso sia residente o domiciliato:
- il medico invia il certificato introduttivo all’INPS;
- entro 90 giorni, il soggetto richiedente deve inviare domanda all’INPS anche avvalendosi di un patronato;
- successivamente, viene convocato a visita dalla Commissione Medica della Asl, integrata da un medico dell’INPS;
- infine, riceverà il verbale finale, validato dall’INPS, con l’eventuale riconoscimento di una prestazione a seconda della percentuale di invalidità attribuita.
Se, invece, il medico certificatore considera autosufficiente l’anziano ultra70enne, l’iter si uniforma alla nuova Riforma della Disabilità. Questo percorso, tuttavia, è attivo solo se il cittadino risiede in una delle province coinvolte nella sperimentazione della riforma stessa:
- il medico invia all’Inps il certificato introduttivo che, in questo caso, ha anche valore di domanda;
- il richiedente è sottoposto alla Valutazione di base delle Commissioni Mediche Inps, come previsto dal d.lgs. 62/2024, a seguito della quale riceverà il certificato unico con valore polifunzionale.
FASE DI SPERIMENTAZIONE NELLE PROVINCE ITALIANE
Dal 1° gennaio 2025, l’Inps sta progressivamente realizzando, in alcune province, la sperimentazione del nuovo sistema di riconoscimento della disabilità, introdotta dal decreto legislativo 62/2024. Questo provvedimento attua la delega per il riordino e la revisione delle disposizioni in materia di disabilità prevista dal PNRR in conformità ai principi della Convenzione ONU e della Commissione Europea sui diritti delle persone con disabilità.
Gli effetti sull’intero sistema sono radicali e il loro impatto trasforma profondamente le regole preesistenti, a partire, per esempio, dalla terminologia: “persona handicappata” diventa “persona con disabilità” e il concetto di “gravità” della patologia è superato da quello di “intensità del sostegno”, graduato in 4 livelli, necessario a garantire al disabile l’effettiva partecipazione alla vita quotidiana.
Si semplifica tutto il procedimento per la valutazione di base:
- innanzitutto, viene eliminata la vecchia frammentazione che vedeva Asl e INPS agire separatamente e, diversamente dal passato, oltre che erogare l’eventuale prestazione economica, ora l’Istituto diventa l’unico soggetto titolare dell’intero procedimento, compresa la valutazione sanitaria;
- il cittadino non deve più presentare alcuna domanda amministrativa, ma è sufficiente che il medico abilitato provveda all’invio all’INPS del solo certificato introduttivo;
- il verbale emesso dalla Commissione medico legale è sostituito dal certificato sanitario unico integrato senza più data di scadenza, con la conseguenza che non saranno più previste le visite di revisione, se non in alcuni casi residuali ancora da definire con un apposito decreto.
Ma, soprattutto, la valutazione dell’individuo disabile si sposta dall’aspetto puramente medico diventando multidimensionale, attraverso un collegamento stretto tra la sua dimensione psico-fisica e il contesto ambientale e sociale e, a tal fine, viene somministrato il questionario “Whodas” e introdotto il “progetto di vita”. Inoltre, l’accertamento della disabilità viene effettuato tenendo conto delle classificazioni internazionali dell’OMS introducendo, così, criteri omogenei sull’intero territorio nazionale.
La Riforma introduce, quindi, nuovi criteri, procedure e modelli di valutazione sanitaria che toccano aspetti molto delicati della vita quotidiana. Affrontare queste novità da soli può presentare delle difficoltà e può causare la perdita di tutele essenziali.
E’ possibile, però, rivolgersi al Patronato Inas Cisl per avere un supporto concreto e qualificato per gestire tutto l’iter, a partire dal certificato medico introduttivo rilasciato da medici appositamente convenzionati con tutti gli uffici dislocati sul territorio.