Pensioni 2027-2028: buone notizie per chi rischiava di rimanere senza "scivolo"
Effetti sui requisiti pensionistici per gli incrementi della speranza di vita su prestazioni di accompagnamento alla pensione
A causa dell'allungamento della vita media, le regole per andare in pensione subiranno piccoli cambiamenti nei prossimi anni. La recente Legge di Bilancio ha infatti stabilito che per andare in pensione di vecchiaia servirà un po' di tempo in più: nel 2027 l’età salirà a 67 anni e 1 mese, mentre nel 2028 si arriverà a 67 anni e 3 mesi.
Cosa cambia per chi usa gli "scivoli" verso la pensione?
Questi cambiamenti non riguardano solo chi lavora, ma hanno un impatto diretto anche su chi sta utilizzando strumenti di accompagnamento (i cosiddetti "scivoli"), come l'isopensione, gli assegni straordinari di sostegno al reddito o l'indennità dei contratti di espansione.
Tale possibilità risponde all'esigenza di non penalizzare i lavoratori che, per effetto dell'incremento dei requisiti pensionistici non avrebbero altrimenti raggiunto la nuova decorrenza della pensione al termine del periodo di esodo.
Visto che tali prestazioni possono avere durata anche per 4, 5 o 7 anni, al fine di garantire la copertura fino all’effettiva data di accesso a pensione, si rende necessario considerare anche i requisiti di accesso al sistema pensionistico in “via” prospettica.
Con riferimento ai titolari di assegno straordinario, è bene ricordare che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha previsto con un Decreto Interministeriale una salvaguardia specifica in caso di innalzamento dei requisiti pensionistici, ossia: l'assegno straordinario e la contribuzione correlata del Fondo di solidarietà assicurativo possono essere prorogati oltre i 60 mesi ordinari per coprire il periodo fino alla prima decorrenza utile della pensione (anticipata o di vecchiaia).
Allo stesso modo i Comitati amministratori dei Fondi di solidarietà bilaterali per il personale del credito e del credito cooperativo possono deliberare il prolungamento della durata dell’assegno straordinario per i lavoratori titolari, qualora si verifichino innalzamenti dei requisiti pensionistici.
Titolari di isopensione e indennità di espansione
In relazione ai titolari di isopensione e indennità di espansione, è necessario verificare al momento della definizione della domanda di accompagnamento a pensione, che il lavoratore raggiunga la prima decorrenza utile della pensione entro il limite massimo temporale (rispettivamente fino a sette anni per l'isopensione e cinque anni per il contratto di espansione) dalla data di risoluzione del rapporto. Nel caso in cui nel corso dell'erogazione della prestazione, si verifichi lo spostamento in avanti del requisito anagrafico per effetto degli adeguamenti alla speranza di vita e contestualmente, la prima data utile di decorrenza pensione si sposta oltre il periodo massimo stabilito, l’Istituto può continuare ad erogare il beneficio fino all'effettivo raggiungimento della prima decorrenza utile. Qualora si verifichi siffatto scenario, il datore di lavoro sarà chiamato ad integrare la provvista finanziaria e a versare la contribuzione correlata per tutto il periodo aggiuntivo, garantendo così la copertura fino al pensionamento effettivo.
Per quanto detto, in base alla vecchia interpretazione INPS, quando l’applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita comporta il superamento del periodo (massimo) ordinario di erogazione della prestazione, la domanda per il riconoscimento è oggetto di atto di reiezione da parte della Struttura INPS territorialmente competente, che ne dà tempestiva comunicazione sia al datore di lavoro, sia al lavoratore interessato. Tuttavia, alla luce dei nuovi requisiti e della vecchia interpretazione, si è prodotto un disallineamento sul dettato normativo vigente nel 2025 e il dettato normativo del 2026. In sostanza, l'INPS ha respinto alcune domande perché i requisiti pensionistici futuri e prospettici sono cambiati.
L’errore e/o problematica non è imputabile né all’Istituto di Previdenza, né soprattutto al datore di lavoro, che all’atto della domanda aveva utilizzato tabelle e requisiti vigenti in quel momento (anno 2025), mentre, l’INPS all’atto della verifica di controllo (anno 2026), ha applicato i nuovi criteri aggiornati, trasformando una "previsione positiva" in una reiezione della domanda.
Con l’ultima interpretazione fornita da INPS attraverso la nota in esame, l’Istituto dispone l'accoglimento delle domande di isopensione e assegno straordinario per quei lavoratori che hanno cessato il con rapporto di lavoro entro il 31/01/2026, anche se a tale data non avevano maturato ancora i nuovi requisiti pensionistici. Di conseguenza, tutte le domande che sono state respinte, potranno essere oggetto di riesame su istanza del datore di lavoro, sentito il lavoratore.
Settore pubblico
Con riferimento al settore pubblico, si ricorda che la Legge di Bilancio per il 2024, ha introdotto finestre di decorrenza più lunghe per la pensione anticipata dei dipendenti pubblici (CPDEL, CPS, CPI, CPUG) allungando l'attesa fino a 5 mesi dalla data di maturazione dei medesimi requisiti se maturati entro il 31 dicembre 2026, a 7 mesi dalla data di maturazione dei medesimi requisiti se maturati entro il 31 dicembre 2027, arrivando addirittura 9 mesi dalla data di maturazione dei medesimi requisiti se maturati entro il 31 dicembre 2028 . Questo slittamento comporta un necessario adeguamento delle prestazioni di accompagnamento alla pensione (isopensione, assegno straordinario, indennità di espansione) allungando il periodo di copertura finanziaria a carico del datore di lavoro.
Cosa fare?
Se la tua domanda di isopensione o assegno straordinario è stata respinta o se vuoi verificare la tua situazione previdenziale alla luce di queste novità, ti invitiamo a rivolgerti alle sedi del nostro Patronato INAS CISL. Gli esperti sono a disposizione per presentare le richieste di riesame e garantirti tutta l'assistenza necessaria per il tuo pensionamento.