Riforma disabilità – Come presentare le domande per il “progetto di vita”
Il “progetto di vita” pensato per accompagnare la persona con disabilità lungo il suo percorso di vita per definire e realizzare i suoi obiettivi
Il progetto di vita per le persone con disabilità è un percorso personalizzato, partecipato e incentrato sulla persona, finalizzato a promuovere l’autonomia, l’inclusione sociale e la piena partecipazione nei contesti di vita quotidiana.
CHE COSA È
È un diritto riconosciuto dalla legge italiana e oggi profondamente rinnovato dal Decreto Legislativo attuativo della riforma della disabilità e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006. Il progetto di vita ha rappresentato un’importante e profonda novità che si poneva quale obiettivo principale quello di superare la sola visione sanitaria o assistenziale focalizzata sulla diagnosi per includere e accogliere anche elementi quali i desideri, le potenzialità, le aspettative e i bisogni della persona.
La riforma del 2024, nel ribadire e rafforzare l’approccio bio-psico-sociale, ha introdotto la valutazione multidimensionale per il progetto di vita, elaborata attraverso un metodo multidisciplinare da una Unità di valutazione multidimensionale (UVM), che coinvolge operatori sanitari, sociali e l’interessato insieme alla sua famiglia.
Per garantire una transizione fluida, la riforma ha previsto un’applicazione progressiva sul territorio nazionale prima dell’entrata in vigore definitiva, fissata per il 1° gennaio 2027.
ISTANZA: SERVIZIO TELEMATICO
Da agosto 2026 è attivo anche il servizio telematico “SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita” che permette la presentazione dell’istanza per l’elaborazione del progetto di vita.
CHI PUO’ PRESENTARE L’ISTANZA: REQUISITI
I residenti nelle province interessate dalla sperimentazione della Riforma della disabilità, che possiedono un certificato attestante la condizione di disabilità, possono inoltrare domanda per l’elaborazione di un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, anche inviando telematicamente il certificato tramite un apposito servizio messo a disposizione dall’INPS.
Le province interessate dalla sperimentazione sono le seguenti:
- dal 1° gennaio 2025: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, Trieste;
- dal 30 settembre 2025: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza;
- dal 1° marzo 2026: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Terni, Treviso, Venezia, Verona.
Dal 1° gennaio 2027 poi tutte le province italiane dovrebbero entrare nella sperimentazione.
La persona con disabilità può presentare la domanda per la predisposizione del progetto di vita in qualsiasi momento presso l’Ambito Territoriale Sociale (ATS) del proprio Comune di residenza o presso un altro Ente individuato con legge regionale.
Possono presentare l’istanza per l’elaborazione del progetto di vita coloro che possiedono i seguenti requisiti:
- un certificato che attesti la condizione di disabilità ai sensi, nel quale sia presente almeno una delle seguenti condizioni:
- invalidità civile superiore al 33%;
- residuo visivo non superiore a 1/20 a entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione o residuo perimetro binoculare inferiore al 10%;
- minorazione sensoriale dell’udito per sordità congenita o acquisitadurante l’età evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio. Il deficit uditivo deve comunque rispettare i parametri indicati dall’INPS;
- necessità di sostegno almeno di livello lieveai sensi dell’articolo 3, comma 2, della legge n. 104/1992;
- per i minori: difficoltà persistenti a svolgere i compiti della propria età, o ipoacusia con una perdita uditiva superiore ai 60 decibelnell’orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1000 e 2000 hertz;
- per i soggetti over 67:difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età almeno di tipo lieve (corrispondenti a un’invalidità compresa tra il 33,3% e il 66,6%);
- una certificazione rilasciata ai sensi della legge n. 104/1992 prima della riforma della disabilità.
NOTA IMPORTANTE
In attesa del consolidamento del quadro normativo relativo alla riforma sulle politiche in favore delle persone anziane, sono escluse dalla presentazione dell’istanza le persone anziane ultrasettantenni non autosufficienti, sono identificabili nei titolari di indennità di accompagnamento per invalidità civile o cecità assoluta.
LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
La persona con disabilità può presentare la domanda per la predisposizione del progetto di vita in qualsiasi momento presso l’Ambito Territoriale Sociale (ATS) del proprio Comune di residenza o presso un altro Ente individuato con legge regionale.
Le istanze possono essere presentate con la nuova procedura telematica INPS “SISDA - trasmissione istanze per il progetto di vita”, dopo il ricevimento del certificato unico (ex verbale - emesso con la valutazione di base). In questo caso, il certificato viene trasmesso dall’INPS agli ATS o agli enti predisposti a tale funzione.
Si può inoltrare la domanda direttamente attraverso il sito istituzionale www.inps.it, seguendo il seguente percorso:
“Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Per disabili/invalidi/inabili”, autenticandosi tramite la propria identità digitale (SPID almeno di livello 2, CIE di livello 3, CNS o e IDAS).
Si può presentare domanda, inoltre, in forma libera e in qualsiasi momento direttamente agli ATS o presso altro ente individuato dalla legge regionale.
L’istanza per l’attivazione del progetto di vita può essere presentata dai seguenti soggetti:
- persona con disabilità;
- genitore, in caso di minore;
- se presenti, il tutore, il curatore o l’amministratore di sostegno.
Dopo aver trasmesso l’istanza, la persona con disabilità sarà contattata dall’ATS di riferimento per l’avvio del procedimento per l’elaborazione del progetto di vita, in caso di esito positivo della valutazione multidimensionale.
IL PROGETTO DI VITA E L’IMPEGNO SINDACALE
Il Progetto di vita rappresenta per FNP e CISL un terreno di lavoro particolarmente importante perché ci permette di accompagnare la persona con disabilità non soltanto nel riconoscimento di una prestazione assistenziale, ma anche in tutti gli aspetti che possono incidere concretamente sulla sua vita quotidiana. Proprio per questo da tempo la nostra Federazione sta portando avanti un’azione sinergica non solo con la CISL ma anche con il nostro patronato INAS, ed è proprio questa sinergia che può fare la differenza e rappresentare un prezioso valore aggiunto. Da un lato il Patronato con le proprie competenze sulla tutela dell’invalidità e della disabilità, dall’altro la CISL e la FNP con la nostra presenza sul territorio, la conoscenza delle persone e la capacità di intercettarne i bisogni e i rapporti con le ATS.
La vera sfida è intercettare le persone, ascoltarle e accompagnarle, facendo in modo che sappiano utilizzare tutte le possibilità che la nuova riforma mette loro a disposizione, fino al percorso che verrà poi sviluppato con gli ATS dopo il riconoscimento della disabilità.
Siamo sempre più convinti, poi, che la Contrattazione Sociale Territoriale possa svolgere un ruolo fondamentale nella promozione dei diritti delle persone con disabilità, anche attraverso i progetti di vita, definendo, ad esempio, insieme alle istituzioni luoghi di monitoraggio e analisi comuni, di valutazione delle criticità e costruzione di soluzioni, di promozione di conoscenza, servizi e azioni.
La contrattazione sociale territoriale è uno strumento concreto per migliorare la qualità della vita delle persone, rafforzare i servizi e costruire comunità più giuste e inclusive.