Fnp Lazio
Settembre più caldo del clima per il caro-prezzi
Si passa dagli effetti del clima a quelli dei carburanti
Il ritorno dalle ferie, per chi ha potuto permettersele, ha trovato un amaro scenario per gli effetti negativi che i prezzi record di diesel e benzina porteranno ulteriormente sui bilanci delle famiglie.
I rincari già in essere su vari prodotti petroliferi produrranno ricadute sulle bollette di gas e luce, sul carrello della spesa e su altri beni essenziali.
L’aumento dei predetti prodotti petroliferi a causa della guerra in Iran, il clima torrido e la diminuzione della produzione dei fertilizzanti provenienti prevalentemente dall’Ucraina anch’essa in guerra, stanno provocando costi pesanti nell’agricoltura e nei generi alimentari.
Si prefigura un settembre molto difficoltoso per le famiglie e per i pensionati, per tutti coloro che hanno un reddito medio basso.
La maggior parte dei pensionati ha redditi bassi e la situazione che si è determinata per questioni geopolitiche internazionali con i rincari in corso desta preoccupazione e sconforto, soprattutto perché non si intravede nel breve, in particolare nel medio oriente, uno spiraglio di pace.
L’effetto della guerra sui prezzi in Italia si è iniziato a sentire già a partire dal mese di aprile quando l’inflazione era aumentata e questa inevitabilmente continua a salire nei giorni odierni.
Il quadro reale che emerge, al di là dei dati ufficiali sull’inflazione generale, è che i generi alimentari, in particolare i prodotti freschi, sono aumentati molto di più delle rilevazioni generali omnicomprensive operate dagli organi di controllo.
A testimonianza di ciò, basta avventurarsi a fare la spesa nei mercati rionali o nei supermercati per constatare i rincari in atto sulle verdure, frutta, pane, pasta, carne ecc.
Diventa sempre più urgente a causa della situazione emergenziale la definizione di un patto tra governo e parti sociali, come la Cisl richiede da tempo, per individuare insieme soluzioni sostenibili per fronteggiare il critico momento e per addivenire a provvedimenti che vadano oltre breve periodo.
Anche a livello regionale si possono trovare accorgimenti che alleviano la condizione di difficoltà e questo sarà il nostro impegno precipuo con la regione Lazio.
A livello nazionale occorre per i pensionati, l’indicizzazione piena delle pensioni all’inflazione, un fisco più leggero che detassi le tredicesime ed allarghi la platea dei beneficiari della quattordicesima e prezzi calmierati.
Nel breve periodo, per fronteggiare l’aumento dei prodotti petroliferi, in considerazione degli effetti che pesano di più sui meno abbienti, è utile e ragionevole agire sulle fasce di reddito che hanno più bisogno ed in particolare tra questi sui redditi da pensione bassi ai limiti della sopravvivenza.