Ticket sanitari, cambiano le tariffe: quanto costeranno visite ed esami

Ticket sanitari, cambiano le tariffe: quanto costeranno visite ed esami
27/09/2026
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Ticket sanitari, cambiano le tariffe: quanto costeranno visite ed esami

Dal 21 settembre 2026, cosa cambia per i cittadini

Nuove tariffe SSN per specialistica ambulatoriale e assistenza protesica - dal 21 settembre 2026

 Dal 21 settembre 2026 cambiano le tariffe con cui il Servizio sanitario nazionale (SSN) paga visite specialistiche, esami diagnostici e protesi.

Vediamo tutte le novità e l'impatto economico sui cittadini.

Da dove nasce questa novità

Il 23 luglio 2026 la Conferenza Stato-Regioni ha dato il proprio via libera (la cosiddetta "Intesa", formalizzata nell'Atto Rep. n. 123/CSR del 23 luglio 2026) a un nuovo decreto del Ministero della Salute, che aggiorna le tariffe nazionali della specialistica ambulatoriale e della protesica. È proprio questa Intesa ad aver fissato la data di entrata in vigore al 21 settembre 2026, anticipandola rispetto al termine del 31 dicembre 2026 che era stato previsto in precedenza.

Il motivo di questo aggiornamento è tecnico: il precedente decreto tariffario (del novembre 2024) era stato annullato dal TAR del Lazio, che aveva riscontrato carenze nel modo in cui erano stati calcolati i costi delle prestazioni. Il Ministero ha quindi condotto una nuova rilevazione dei costi nel corso del 2026 e ha elaborato un nuovo tariffario, ora approvato dalle Regioni.

Cosa cambia per i cittadini?

Le nuove tariffe sono gli importi che il SSN riconosce a ospedali, ambulatori e laboratori per il lavoro svolto.

Non sono automaticamente ciò che il cittadino paga allo sportello.

Quello che il cittadino paga si chiama ticket, ed è regolato da regole diverse, che restano invariate: nella maggior parte delle Regioni continua a valere un tetto massimo di 36,15 euro per ricetta, e chi ha un'esenzione valida continua a non pagare le prestazioni coperte da quell'esenzione.

In pratica: se una ricetta costava già 36,15 euro o più, il cittadino continuerà a pagare al massimo 36,15 euro, anche se la tariffa "ufficiale" della prestazione è salita.

L'aumento si sente soprattutto sulle prestazioni che da sole costavano meno del tetto.

 

Alcuni esempi concreti

Prestazione

Prima (vecchia tariffa)

Dopo il 21 settembre

Prima visita specialistica (es. ortopedica, ginecologica, neurologica...)

25 euro

26 euro (+1 euro)

Visita di controllo (follow-up)

17,90 euro

17,90 euro — nessun cambiamento

Prima visita cardiologica con elettrocardiogramma

circa 33,60 euro

tariffa nominale 38 euro, ma dove c'è il tetto di 36,15 euro il cittadino non paga più di questa cifra: aumento reale intorno a 2,55 euro

Agoaspirato della mammella

tariffa precedente inferiore

tariffa nominale 36,50 euro, ma col tetto di 36,15 euro l'aumento per il cittadino è minimo o nullo

Prelievo di sangue

3,80 euro

4,30 euro (+0,50 euro)

Esami di laboratorio più comuni (emocromo, glicemia, colesterolo, TSH...)

invariati

invariati

 

In generale, cambieranno le tariffe di 448 prestazioni specialistiche e di 222 codici della protesica, ma più di otto prestazioni su dieci di uso comune non cambieranno prezzo.

Le esenzioni non cambiano

Chi ha diritto a non pagare il ticket (per reddito ed età, disoccupazione, pensione minima o sociale, patologie croniche o rare, invalidità, gravidanza, screening oncologici e altri casi previsti dalla legge), continua ad averne diritto esattamente come prima. Il nuovo tariffario non tocca in alcun modo le esenzioni.

L'unica raccomandazione pratica è verificare che il medico riporti sempre il codice di esenzione corretto sulla ricetta: se manca, il CUP calcola il ticket come se non ci fosse esenzione.

Come comportarsi allo sportello

  • Spiegare che aumenta soprattutto la tariffa "ufficiale", non sempre il ticket effettivo: molto dipende dal tetto di 36,15 euro e dalla singola prestazione.
  • Per chi ha già una prenotazione: non serve disdire e riprenotare. Basta controllare l'importo aggiornato sul portale regionale o sul Fascicolo Sanitario Elettronico pochi giorni prima dell'appuntamento, e conservare la ricevuta in caso di pagamento anticipato.
  • Se un iscritto ha pagato più del dovuto, può chiedere il rimborso della differenza al CUP.
  • Verificare sempre che sulle ricette degli esenti sia riportato il codice di esenzione giusto.
  • Ricordare che le prestazioni pagate interamente in privato (intramoenia o libera professione) non sono toccate da questo decreto: seguono listini propri.
  • In caso di dubbi su casi specifici, invitare l'Iscritto a rivolgersi alla propria ASL o consultare il Fascicolo Sanitario Elettronico.

 


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